Calcio e basket in crisi, Biancardi: “Pronti al confronto con imprenditori interessati”

Non poteva mancare l’intervento della politica, in questa ddrammatica situazione in cui versa lo sport in Irpinia.
E’ importante che alle paole facciano seguito i fatti e che non si tratti della solita passerella utile per conquistare simpatie che, rispetto a soluzioni negative – attenzione!- potrebbero trasformarsi in forti antipatie.
Per salvare il calcio e il basket in città, ora  scende in campo il presidente della Provincia di Avellino, Domenico Biancardi.
Attraverso un comunicato stampa, si è detto pronto e disponibile a individuare possibili soluzioni per l’Avellino e la Scandone, apprezzando ed elogiando il gesto compiuto dal Sindaco Gianluca Festa, il quale secondo Biancardi “ha dimostrato con i fatti il suo attaccamento alla squadra di basket Scandone Avellino, pagando di tasca propria l’iscrizione al campionato di Serie B. Si tratta di un gesto concreto, sicuramente da elogiare. Un plauso, dunque, al primo cittadino”.

“Per quanto ci riguarda – prosegue il comunicato – stiamo seguendo con apprensione e speranza le vicende legate alle squadre di basket e di calcio. Siamo disponibili, nei limiti delle competenze dell’Ente, a qualsiasi forma di collaborazione con il sindaco Festa che si sta prodigando anche per cercare soluzioni per il futuro della formazione calcistica. Ciò al netto delle questioni riguardanti l’attuale proprietà e nel totale rispetto dell’azione della Magistratura”.

Da qui l’appello all’imprenditoria locale: “Siamo pronti al confronto con eventuali imprenditori o gruppi che fossero interessati a sostenere le due squadre, qualora fosse praticabile la strada della vendita, e a incontrare le tifoserie, che stanno avendo il grande merito di tenere desta l’attenzione e di stimolare anche le Istituzioni, così come ha fatto l’associazione “Per la storia”, che ci ha fatto pervenire una comunicazione per illustrare le proprie intenzioni. E’ anche il caso di sottolineare che non si è alla ricerca di riflettori, ma esiste solo la volontà di fornire il contributo per tentare di individuare possibili soluzioni, operando ben lontani dalla ribalta”.

Con tutto il rispetto, siamo difronte a tanta teoria che, in questo drammatico momento, serve a poco. Ci vuole pratica e concretezza, altrimenti è meglio scegliere la strada del silenzio per evitare confusione e sovrapposizione. Ognuno faccia il proprio mestiere.

Piuttosto, sarebbe il caso di deliberare un congruo contributo a disposizione di chi sarà chiamato a gestire le nuove realtà sportive: questo ci vuole, altro che parole.

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