Individuo e spazio pubblico, “Ossigeno” prova a smascherare i “luoghi comuni” della politica

Come si diventa cittadini italiani e quali sono i diritti e i doveri connessi a questo status? Cosa si intende per ius soli e ius sanguinis? Quali sono le recenti novità introdotte dal decreto sicurezza. Il reddito di cittadinanza va nella direzione dell’inclusione? Partendo da queste domande tenteremo di costruire un modello di cittadinanza partecipato e davvero consapevole.

Domani, giovedì 6 dicembre, alle ore 18, presso il Circolo della Stampa di Avellino, Michela Troisi, ricercatrice in Diritto costituzionale all’Università degli Studi di Napoli «Federico II» e titolare dell’insegnamento di “Teoria dei processi federativi”, sarà la protagonista di «Essere cittadini italiani», seconda tappa di un affascinante viaggio nella Politica e nell’Attualità alla ricerca della verità, tra equivoci e fake news, che ha l’obiettivo di smontarne i luoghi comuni con l’ausilio di professori e ricercatori delle più prestigiose Università della Campania.

L’Associazione Ossigeno, presieduta da Luca Cipriano, ha immaginato «Luoghi Comuni» come un ciclo di incontri nato dal confronto con i giovani e che proprio a loro è rivolto per indagare la realtà e fornire strumenti utili e qualificati per decifrarne il presente.

«Dopo il successo del primo appuntamento, l’associazione Ossigeno prosegue il suo ciclo di incontri rivolto ai giovani per fornire loro gli strumenti più adeguati per decodificare il presente, indagare i fenomeni della contemporaneità e porre le basi per un futuro migliore – spiega il presidente Luca Cipriano – Rifletteranno insieme al pubblico del Circolo della Stampa su cosa significa essere cittadini italiani. Attraverso un momento di confronto e dibattito proveranno ad indicare un punto di partenza per l’esercizio di un pensiero critico su temi di estrema attualità come lo ius soli e il reddito di cittadinanza».

«Oggi è necessario ricollocare al centro del dibattito il tema della cittadinanza – spiega Michela Troisi – Riprendendo una metafora icastica di Étienne Balibar, se la cittadinanza fosse un corpo geometrico, sarebbe uno di quei poliedri rotanti a superficie riflettente, che creano zone chiare e zone d’ombra, domani tenteremo di illuminare queste zone d’ombra. Lo faremo a partire dall’esame di due contenitori: i diritti e i doveri del cittadino e le modalità di appartenenza e i criteri di differenziazione. Partendo da temi attualissimi come lo ius soli e lo ius sanguinis, il decreto sicurezza e il reddito di cittadinanza tenteremo di costruire insieme un’idea di cittadinanza partecipata, nella direzione di avviare un percorso che porti a rinsaldare il rapporto tra individuo e spazio pubblico».

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