Manifestazione Cgil, la nota di Imbriano

Manifestazione Cgil, la nota di Imbriano

Domani la manifestazione della Cgil, ecco la nota di Gennaro Imbriano di Sinistra ecologia e libertà:
“Il lavoro é sotto attacco, sotto l’attacco simultaneo di due manovre. Da una parte c’é la finanziaria di Tremonti e Berlusconi, dall’altra c’é il ricatto della Fiat a Pomigliano. Non ci vuole molto a capire che le due manovre spingono nella medesima direzione. La ricetta di Tremonti non solo non interviene per rimuovere la causa di fondo della crisi, che resta il crollo del costo del lavoro e il conseguente indebitamento delle classi medie e basse. Ma anzi finirà per aggravare quella condizione con i pesanti tagli ai dipendenti pubblici; con la forte riduzione dei trasferimenti a comuni e regioni, che peseranno su lavoratori e pensionati in termini di taglio selvaggio dei servizi oppure di aumento della pressione fiscale locale. Ancora una volta i sacrifici si impongono al mondo del lavoro, ai ceti sociali più deboli, e come al solito si evita di intervenire sulle rendite e le speculazioni finanziarie, sui grandi patrimoni, sugli evasori. Nella stessa direzione spinge l’operazione di sfacciata ristrutturazione targata Marchionne, che prova a smantellare una certa idea di sindacato e di organizzazione del lavoro che nei decenni abbiamo costruito in Italia. Pomigliano diventa la frontiera meridionale oltre la toyotizzazione, il paradigma della nuova fabbrica iperflessibile e deconflittualizzata, la sperimentazione delle deroghe al contratto collettivo e alla stessa legge. Le manovre di Tremonti e Marchionne propongono dunque una comune idea di fuoriuscita dalla crisi. Ma é un’uscita “dal basso”, imperniata sull’abbattimento dei diritti e del costo del lavoro; un’uscita drammatica perché non investe in innovazione, conoscenza, ricerca ma che pensa di poter sfidare Cina, Polonia o Romania sul terreno a loro più congeniale. In un quadro del genere si può pensare davvero che giunga per caso l’attacco speculativo contro l’euro? Non è forse lo stato sociale europeo il vero obiettivo contro cui si sono scatenati prima l’attacco speculativo e poi, soprattutto, le ricette “lacrime e sangue” imposte dal FMI? La posta in gioco é quindi altissima, riguarda la tenuta del welfare e dei diritti del lavoro, l’Italia e l’Europa di domani. La sinistra su questi temi deve saper proporre una narrazione, indicare l’alternativa e, da subito, sostenere la preziosa mobilitazione democratica della Cgil”.

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