Pd: non accettiamo lezioni di coerenza dall’Udc

Pd: non accettiamo lezioni di coerenza dall’Udc
La storia non si eredita. Così il coordinamento provinciale del Pd replica alle accuse arrivate in questi giorni di campana elettorale dall’Udc di De Mita. “Pretendiamo rispetto per le persone, prima di tutto, siano esse lontane o vicine, elettori o no, siano esse dirigenti o rappresentanti istituzi…

Pd: non accettiamo lezioni di coerenza dall’Udc

La storia non si eredita. Così il coordinamento provinciale del Pd replica alle accuse arrivate in questi giorni di campana elettorale dall’Udc di De Mita. “Pretendiamo rispetto per le persone, prima di tutto, siano esse lontane o vicine, elettori o no, siano esse dirigenti o rappresentanti istituzionali del Partito Democratico” – si legge nella nota. “Il rispetto, in questo caso, – aggiungano dal Pd – passa non già attraverso la difesa di una storia e di un’esperienza, quanto attraverso la memoria. Così, ci permettiamo di ricordare fatti e circostanze, rivolgendoci – speriamo per l’ultima volta – anche a chi confonde l’analisi politica con la somma di mille riassunti, ricalibrata alla luce di un collezionismo di parole complicate tristemente autoreferenziale”. C’è poi spazio per la difesa del senatore De Luca. “Al di là delle parole – c’è scritto – resta il fatto che Enzo De Luca non si è mai sottratto alla sfide, non ultime quelle elettorali, dalle quali è uscito sempre a testa alta, mai indietreggiando di fronte alla responsabilità di guidare Enti e partito, pure in momenti difficili della storia del Paese e dell’Irpinia. E non ha mai fatto mancare, il senatore De Luca, il suo sostegno, umano politico e professionale, anche a qualcuno che oggi ne fa il bersaglio di note degne di un compilatore di almanacchi. Non vogliamo appellarci alla riconoscenza, che sappiamo non si impara dai libri, ma, il rispetto per le rappresentanze istituzionali effettive – dunque elette e non frutto di cooptazione – via, quello non dovrebbe mai venir meno. Quanto alla coerenza indossabile come abiti alla moda, non possiamo accettare lezioni di pret à porter dall’Udc irpino, pur ammirando la velocità nel cambio di casacca e lo stile griffato da esistenzialisti di periferia con vitalizio assicurato di tanti componenti. Ci spiace, ma alle griffes continuiamo a preferire abiti confezionati artigianalmente, magari da un buon sarto di provincia. Tanto per non dimenticare le nostre origini”.

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