Pdl, scontro tra ex An: Cammino contro D’Ercole

Pdl, scontro tra ex An: Cammino contro D’Ercole
“Sulla sconfitta del centrodestra al comune di Avellino e sulla performance negativa della lista del Pdl Franco D’Ercole ha grandi responsabilità”. E’ la dura presa di posizione di Umberto Cammino, consigliere provinciale di An, dirigente dell’ex partito di Fini ed oggi nel Pdl. “Ho volutamente atte…

Pdl, scontro tra ex An: Cammino contro D’Ercole

“Sulla sconfitta del centrodestra al comune di Avellino e sulla performance negativa della lista del Pdl Franco D’Ercole ha grandi responsabilità”. E’ la dura presa di posizione di Umberto Cammino, consigliere provinciale di An, dirigente dell’ex partito di Fini ed oggi nel Pdl. “Ho volutamente atteso l’epilogo delle elezioni amministrative per non interferire, sia pure con giuste lamentele e denuncia di errori, nello sforzo elettorale in cui l’intero Pdl e alleati erano impegnati – scrive Cammino in una lunga lettera pubblica – Oggi non posso, però, sottacere l’esigenza di un confronto serrato, sereno nel centrodestra, per rileggere ogni eventuale errore commesso, emendarcene e corrispondere alle esigenze generali della collettività. Ho letto e condiviso le osservazioni del consigliere Montanile che, con puntigliosità ineccepibile, ha evidenziato responsabilità da parte di dirigenti aventi titolo e invadenze da parte di chi occupa una rappresentatività non frutto di alcuna delega democratica”. “Avrei – continua Cammino – anch’io preferito una maggiore discrezione da parte del consigliere regionale On. D’Ercole, condizionato da un conflitto di interessi notevolmente imbarazzante e costituito dalla auto-candidatura del figlio, prima alla carica di sindaco della Città e negli ultimi mesi a quella di vicesindaco. Dall’anno di fondazione di AN a quello di suo scioglimento, sono stato ininterrottamente componente dell’esecutivo provinciale del partito, nello stesso periodo sono stato per due volte consigliere comunale e dal 2004 consigliere provinciale, ricoprendo le funzioni di presidente della commissione urbanistica, presidente della commissione bilancio e del gruppo consiliare di AN alla Provincia. Né io né gli altri membri dell’esecutivo provinciale di AN, né i quadri dirigenti dell’intera provincia siamo stati interpellati o consultati sulle scelte e sui nominativi da indicare quali massime rappresentanze del nostro partito. Analoga situazione si è ripetuta nella pur giusta e sacrosanta richiesta che la componente AN fosse rappresentata nella giunta nominata dal Presidente Sen. Sibilia”. Aggiunge ancora Cammino. “Per ragioni di correttezza non esprimerò giudizi al negativo sulle persone, ma non posso fare a meno di esprimerli in positivo verso altri militanti e dirigenti provenienti da AN, che per l’impegno di lavoro profuso per la destra hanno un curriculum non paragonabile a quello che può essere messo in campo dal pur ottimo avvocato Freda. Mi riferisco, per tutti, all’amico Modestino Iandoli, per dieci anni presidente provinciale del partito, predecessore nel ruolo dell’On. Giulia Cosenza e, al momento dello scioglimento di AN, presidente della commissione di garanzia della federazione irpina, già più volte membro per diritto e per elezione del coordinamento regionale del partito, consigliere comunale e provinciale, dirigente nazionale eletto nell’Assemblea nazionale del partito dal 2002”. Poi l’affondo: “L’onorevole D’Ercole porta gravi responsabilità nel risultato elettorale negativo della lista del Pdl alle comunali, capeggiata dal figlio Giovanni, che ha conseguito poco più del 13 per cento complessivo (per quel che attiene ai candidati presentati, non pochi esponenti hanno avuto preferenze minimali) rispetto agli esiti ampiamente positivi del Pdl nelle altre consultazioni elettorali. Forse ben avrebbe fatto D’Ercole a sollecitare l’avvocato Freda a misurare il suo consenso sul campo, anche se ciò avrebbe fatto perdere qualche preferenza all’aspirante vicesindaco. Alla luce di quanto detto, auspico un chiarimento interno al Pdl che stigmatizzi il metodo delle scelte fatte per quel che riguarda la disciolta AN – con sistemi di cooptazione familiare o amicale – e che ritorni il criterio del premio al merito e al sacrificio con il coinvolgimento dell’intera classe dirigente. Confido nella sicura disponibilità del presidente Sibilia a riconoscere alla componente ex-AN una maggiore visibilità e sono anche certo che analoga sensibilità verrà da altri dirigenti del Pdl, a cominciare dall’On. Marco Milanese, vice-coordinatore regionale con delega per la nostra provincia, che ha encomiabilmente dichiarato di voler mettere in campo ogni energia per creare un reale radicamento del Pdl sul territorio”.

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