Scontro nel Pdl, le accuse di Noi Riformatori azzurri

Scontro nel Pdl, le accuse di Noi Riformatori azzurri

Non si placa lo scontro all’interno del Pdl. Ecco una nota di Noi Riformatori azzuri:
“Noi Riformatori di Avellino continuano tenacemente la loro attività di radicamento sul territorio provinciale, attraverso un’azione sempre più incisiva e mirata, grazie al lavoro, l’impegno e l’attivismo del loro Presidente e di tutta la Classe Dirigente. Oggi, ns malgrado, tenuto conto di quanto sta accadendo nel teatrino dell’Amministrazione Provinciale, rappresenta i tanti compromessi che non si riescono a trovare e le conseguenti e banali decisioni che non si prendono mai come la nomina di due assessori in giunta in sostituzioni dei due dimissionari che da tre mesi ha paralizzato due settori di primaria importanza arrecando all’economia e alla collettività irpina danni irreparabili. Le rivendicazioni di Noi Riformatori si inseriscono in un quadro politico desolante e sostenuto da una politica debole e in affanno, perché la classe Dirigente del PDL della Provincia di Avellino ha avuto la capacità di far smarrire completamente quei valori fondanti della convivenza e del pluralismo ideale. La gestione Cusano e i suoi compagni di merenda ha reso il ns partito ostaggio dell’apatia, dell’immobilismo intellettuale e del disinteresse verso la politica del territorio. L’arroganza, che è sempre stata il rifugio delle menti piccole, purtroppo si è annidata in modo così evidente in quelle dei Caporali di turno del PDL della Provincia di Avellino. Il loro significativo e incomparabile impegno ha portato il risultato politico del 34% delle politiche del 2008 al 21% nelle recenti elezioni regionali, con l’elezione di un solo consigliere regionale, mentre nell’ultima tornata, pur di minoranza, comunque furono eletti due consiglieri. L’attuale classe dirigente è isolata ed incapace di comunicare addirittura con i suoi iscritti ed elettori, rifiuta il confronto, il dialogo, il metodo democratico e da tempo ha imposto l’esilio alla meritocrazia, mettendo palesemente in grande difficoltà il partito del PDL nella Provincia di Avellino e creando un danno politico irreversibile. Le dimissioni di alcuni esponenti dal partito che lo rappresentano alla Provincia di Avellino, sono dimissioni strumentali e sotto dettatura, simbolo di atteggiamenti sottoposti alla politica del Grande Capo, che non manca in qualsiasi momento di dettare legge e imporre norme comportamentali, dando prova di una vera e propria rapacità a fini personale nella gestione della cosa pubblica. Non possiamo più lasciare tutto nelle mani di questa classe dirigente, che come una piovra, spesso fonda il proprio potere sulla paura. Auspichiamo invece che gli iscritti al partito, gli elettori stessi sappiano selezionare una classe dirigente in grado di circondarsi di collaboratori di valore, esperti e uomini di cultura capaci anche di contraddirli. E’ ora di diffidare di collaboratori che ubbidiscono tremando perché loro stessi poi, una volta saliti di grado, diventeranno autoritari e dispotici, come il ns sceneggiatore, grande protagonista politico che confabula con Galasso e ubbidisce a De Mita. Dobbiamo creare una giovane classe dirigente, con il coraggio delle idee, che non fondi la propria carriera sull’ossequioso e servile atteggiamento nei confronti del raccomandato di turno.  Occorre concepire sempre il potere come leadership fondata sulla creatività, il merito e la capacità di ottenere risultati. Noi Riformatori sosteniamo, da tempo e con forza che è giunto il momento che si arrivi a posizioni chiare, quanto più condivise possibili, ma nette. E’ ora che le tante questioni dalla mancanza di una sede del partito, al Coordinamento Provinciale, raramente riunitosi e la lunga attesa per la nomina di due assessori alla Provincia di Avellino, senza tener conto di quanti hanno collaborato e sono stati determinanti per l’elezione del Presidente, come i candidati di Noi Riformatori, vanno affrontate con rigore e con la massima obiettività possibile e nell’interesse generale. Pertanto Noi Riformatori chiedono una drastica soluzione delle predette e oramai patetiche problematiche da parte degli organi superiori del partito, altrimenti, ns malgrado, saremo costretti a prendere le distanze da ciò che resta del Partito a livello Provinciale. Si invita, altresì, il Presidente della Provincia di Avellino a essere riconoscente, in modo proporzionale, verso tutte quelle forze politiche, movimenti politici e soprattutto verso coloro che in prima persona si sono impegnati, con la propria candidatura, contribuendo a farlo eleggere e consentirgli oggi di ricopre quella ambita carica, che certamente non gli è stata attribuita per grazia ricevuta”.

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