Altro che ospedali riuniti, Moscati e Rummo si contendono il Dea di secondo livello

Tana per il governatore Vincenzo De Luca. Nel giorno in cui il Commissario straordinario per la sanità in Campania presenta il “nuovo” Ruggi di Salerno e 250 posti letto in più nei nosocomi della provincia salernitana, sul bollettino della Regione viene pubblicato l’aggiornamento del Piano regionale di programmazione della rete ospedaliera – decreto numero 8 del primo febbraio 2018. E per la provincia di Avellino anzi per la macro area Avellino-Benevento non ci sono buone notizie. Viene messo nero su bianco che “la presenza dei 2 DEA di II livello (struttura che assicura funzioni di più alta qualificazione legate all’emergenza ndr) nella macroarea rappresenta un’eccezione derivata da una condizione preesistente. Essa troverà la sua naturale evoluzione nel corso del triennio, in riferimento all’applicazione dei Piani di efficientamento e allo studio dei volumi”.
 
Insomma per una Macro-Area che ha un numero complessivo di 713.977 abitanti due dea di secondo livello sono decisamente troppi. i parametri del resto sono quelli fissati dal decreto ministeriale 70 del 2015 che per i dea di secondo livello fissano un bacino d’utenza che va dai seicentomila al milione e duecentomila abitanti. Se, dunque, il ‘Moscati’ di Avellino vuole difendere tutte le specializzazioni nei prossimi tre anni dovrà vincere la concorrenza del ‘Rummo’ di Benevento. Se il ‘Moscati’ dovesse essere declassato perderebbe perdere neurochirurgia, la grande traumatologia, la cardiochirurgia toracica e vascolare ed altri reparti specialistici. E non finisce qui. Sempre nel piano – aggiornato al 31 gennaio 2018 – si legge “la macro-area Avellino-Benevento presenta un eccesso di offerta di posti letto rispetto al fabbisogno che il piano tende, pertanto, a riequilibrare; sia nella provincia di Avellino (S. Angelo dei Lombardi) che in quella di Benevento (Telese Terme), insistono centri di riabilitazione intensiva e di alta specialità neuroriabilitativa e per mielolesioni a valenza regionale.
 
Il Piano prevede complessivamente una programmazione di 2.774 posti letto (nel piano ospedaliero del 2015 erano 2961), con la riconversione della CdC Neuropsichiatrica Villa dei Pini, la rimodulazione dell’Ospedale Classificato Fatebenefratelli di Benevento, degli ospedali di Solofra e Sant’Agata dei Goti”. L’ospedale “Landolfi” di Solofra, con Pronto soccorso, nel piano mantiene il Punto nascita e la Pediatria, spoke di I livello rete emergenza pediatrica. Ora resta da capire che fine farà, con queste premesse, l’idea degli ospedali riuniti di Avellino che vorrebbe una partnership tra “Moscati” e “Landolfi”. Quello che è certo è che per i prossimi tre anni il “Moscati” è “sub iudice” e rischia di perdere la sua qualifica di dea di secondo livello.

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