Calcio Avellino, quando si dice “vincere e dare buoni esempi”

 

Avellino è sprofondata nelle classifiche di qualità della vita, è un crollo sotto ogni punto di vista, sociale, politico, economico.

E allora, lo sport, per non sentirsi l’ultimo baluardo, ha deciso di allinearsi allo squallore di una città che tocca picchi negativi difficili da ritrovare in memoria.

Il Calcio Avellino, affidato dal sindaco Ciampi alla cordata Sidigas del signor De Cesare (da molti definito “ingegnere De Cesare”), dopo aver mandato via un allenatore ne ha preso un altro.

ALLENATORE

Il nuovo arrivato ha vinto una gara 6-1 contro la peggiore squadra vista ad Avellino nell’ultimo decennio, amichevoli incluse, e s’è illusa di aver svoltato, poi ne ha persa subito un’altra e tutto è tornato come prima.

Ma cosa vogliono da questa squadra, che vinca tutto e subito?

Con tutti i problemi avuti sin dalla nascita, perché deve vincere per forza?

Purtroppo per loro, la risposta è sì.

E non potrebbe essere altrimenti. Si sono voluti mettere loro in questa condizione.

FALLIMENTO

I dirigenti che hanno sventolato programmi festosi e fastosi, accompagnati da assegni da mettere in imbarazzo il sindaco, che quasi gli tremavano le mani a vedere cifre così alte da spendere nel calcio (in quanto tempo non si sa).

Il fallimento tecnico c’è stato, certificato dall’allontanamento di Graziani, dall’uscita di una flotta di calciatori negli scorsi giorni, da una squadra che, al di là dell’allenatore, mostra lacune impressionanti. Ma tranquilli, ci pensano loro, i grandi capi, con i loro uomini fidati, con la loro boria di non confrontarsi, di non aprirsi alla piazza, di non spiegare, di non fare squadra, come si faceva una volta.

 

Viene meno tutto da parte di questo Calcio Avellino, ormai caduto – oltre che nel dilettantismo – nell’anonimato, spesso nel silenzio (da parte dei vertici) senza un’operazione simpatia, un’idea di marketing, un’iniziativa che sia una per ricordare che questa è la squadra di Avellino, non è un quartiere o un borgo.

Ma va bene così, che vogliamo? C’è chi pensa che con la cordata Preziosi-Marinelli le cose sarebbero andate diversamente? Può darsi.

E chi lo fa forse pensa bene. Perché avevano una squadra, anzi uno squadrone già pronto e pure un gruppo operativo da fare invidia a società cadette.

ASSEGNI

Ma il sindaco, abbagliato dagli assegni più grandi che abbia toccato in vita sua, ha voluto darla all’imprenditore De Cesare.

Una persona mite ed equilibrata, uno che ha dato lustro al basket (senza vincere niente) portando ai vertici nazionali ed europei il nome della città, attraverso la palla a spicchi. Perchè?

Ma diamine, per l’interesse comune, per l’amore per questa città scoppiato tutto d’un colpo, per la voglia di portare il nome Sidigas in alto, azienda di livello e organizzazione spaziale e – nella maniera più categoria – assolutamente non per fini o chissà quali altri scopi. Per amore e passione nei confronti di Avellino.

TITOLO

E adesso, ora che tutti sono sconfortati e pessimisti per i risultati, con una squadra che perde, gioca male, mostra frustrazione e atteggiamenti dei proprio calciatori (vedi Pizzella che spintona un povero raccattapalle costringendolo alle cure in ospedale), non ci resta altro che proporvi il titolo di questa bellissima pagina del Corriere dello Sport, pubblicata 48 ore fa, una appassionata, a tratti emozionante intervista (spontanea?) al presidente Mauriello, e un titolo, che, a leggerlo ora, sembra uno scherzetto.

 

Ma non è Carnevale (quando ogni scherzo vale), siamo a Natale, e pare che per la Befana (che al Calcio Avellino consegnerà soltanto cenere – annunciano i beninformati – perché pare che l’altro ingrediente lo abbiano già in dote da tempo in casa Sidigas).

Si muoverà qualcosa, arriveranno calciatori, la squadra si rinforzerà e punterà alla vittoria del campionato.

E sul carro dei vincitori, siatene già certi, saliranno soltanto in pochi, selezionati, con un certo stile, possibilmente vicino a quello Sidigas.

 

Intanto, secondo voci di corridoio, sarebbero pronti a realizzare il nuovo manuale del loro stile, ultima versione, aggiornatissimo, dalle massime di Graziani allo spintone del giovine portiere al raccattapalle, davvero imperdibile.