Lungi da chi scrive l’atteggiamento critico a prescindere o la malcelata volontà di dare spazio a qualche fonte, rappresentata da qualche “primo cittadino rosicone “, ma la domanda mi viene secca e spontanea: i sindaci dei comuni irpini, o meglio, gli ospiti intervenuti, ieri sera, all’esibizione della banda della Polizia di Stato all’Orsini Mood di Mirabella Eclano, davvero saranno stati felici di tornare a casa, senza il buffet di commiato ?
Stamane, prima di esercitarmi nell’attività che ancora amo, ho chiamato diversi amici che rivestono il ruolo di sindaco; di tutti ho apprezzato la compostezza e la volontà di fare buon viso a cattivo gioco, o meglio, ho notato lo stesso atteggiamento che da ragazzino mi colpiva in un bar del paese, quando nelle giocate a carte del “padrone e sotto “, il giocatore-malcapitato lasciato a “urmo”, cioè a bocca asciutta (quindi, comandato a non poter bere neanche un bicchiere) si dichiarava, comunque, appagato.
Non me ne voglia chi ha curato il cerimoniale, ma giudico un errore non aver previsto un momento di elegante, opportuna e leggera convivialità al termine della serata, considerato il lungo protocollo, imposto dalle misure di sicurezza del G7. Partenze intorno alle 17 dai rispettivi comuni per il trasferimento, alle 18, da Grottaminarda in bus nella vicina Mirabella; poco prima delle 21 la chiusura della serata, esaltata dalla bravissima Serena Autieri, con il via libera al rientro.
A riprova della fondatezza della mia riflessione milita eloquentemente il comportamento post -evento di diversi amministratori intervenuti, che si sono riversati – indotti da incontenibile appetito – in più di un locale pubblico della zona per un provvidenziale ristoro.
Mi risulta, anche, di un facoltoso primo cittadino che non si sia fatta scappare l’occasione per trasformare in opportunità questa inattesa criticità, intrattenendo – suoi ospiti – diversi colleghi. Veramente un angelo!
Comprendo che i sindaci siano consegnati al silenzio su questa vicenda, ma al giornalista tocca raccontare fatti, e stavolta lo spunto gustoso viene proprio a margine di un evento importante che aveva già scandito, in prefettura, l’occasione conviviale.
Però, come diversamente giudicare quel comprensibile senso di fame, a fine serata, dopo le ore trascorse e per di più in una cornice invitante?
Il corpo – si sa – non mente mai, perché ha linguaggio oggettivo.
Come resta inconfutabile l’antico adagio che “ tutto è migliorabile” !
Rocco URCIUOLI