L’ex parlamentare Giuseppe Gargani: “Toccatemi tutto ma non il vitaliazio”

Eh no, il vitalizio non si tocca. Questo, in sintesi, il pensiero dell’ex parlamentare irpino Giuseppe Gargani rispetto alla decisione del nuovo Governo di abolire antichi privilegi a quanti sono ormai fuori dall’agone politico da tempo.

Da buon avvocato, Gargani avrebbe già ricevuto adesioni da molti ex colleghi per dare impulso a una azione civile preceduta da una diffida stragiudiziale, pin modo da impedire il taglio. Ha 83 anni, per circa sessant’anni ha percepito indennità legate ai suoi incarichi politici. Insomma non se la passa male, economicamente, anche perchè ha percepito importanti compensi quale europarlamentare. Ma non è una questione di soldi – almeno così dice – ma di principio. E allora il vitalizio non si tocca.

Giuseppe Gargani aveva già inviato ai Presidenti delle Camere, ai Questori e ai membri degli uffici di Presidenza una precisa diffida affinchè non fosse attuata una delibera sui vitalizi con “intervento retroattivo illegittimo e incostituzionale sapendo per certo che la Corte Costituzionale lo annullerà” al solo scopo di “accontentare emotivamente una parte dell’opinione pubblica”.

Lo stesso ex deputato irpino aveva sottolineato  come “una delibera illegittima e incostituzionale determina di per sé una responsabilità patrimoniale per danni”.
Gargani è originario di Morra de Sanctis. Iscritto alla DC dal 1956, è stato membro del consiglio e della direzione nazionale, segretario regionale, poi parlamentare alla Camera dei deputati per 12 anni, dal 1972 al 1994, con il ruolo di sottosegretario al ministero della Giustizia dal 1979 al 1984.

Nel 1994 dopo lo scioglimento della DC passò al PPI ma non riuscì a essere eletto nel collegio di Atripalda alle politiche. Passò quindi, con un gran salto, a Forza Italia con un posto di candidato alle europee nel 1999, regolarmente eletto. Nuovamente sconfitto alle elezioni per il Parlamento italiano nel 2001, preceduto da Antonio Maccanico. Rieletto deputato alle europee del 2004, ha poi lasciato il Popolo della Libertà nel 2010 per aderire all’Unione di Centro. Nel 2011 subentrò a Giovanni Collino quale europarlamentare.

 

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