Riabilitazione e parità di cure in Irpinia, la voce del Comitato: “La Regione ci ascolti”

Riabilitazione Avellino

Una raccolta firme per spronare la Regione Campania ad assegnare risorse aggiuntive ai centri di riabilitazione irpini convenzionati con l’Asl, i quali hanno in cura soprattutto pazienti con disabilità e in età evolutiva. È questa l’iniziativa lanciata dal neocostituito “Comitato tutela livelli essenziali assistenza disabilità”, un collettivo di cittadini, tra cui addetti ai lavori del settore riabilitativo, che intende portare avanti la battaglia per l’equità delle cure, a garanzia del diritto alla salute.

L’obiettivo del Comitato, infatti, è quello di ridurre il divario di prestazioni sanitarie riabilitative tra le province Campane, cosicché ogni cittadino possa usufruire delle terapie necessarie, sia a livello quantitativo che qualitativo, a prescindere dalla propria zona di residenza. Succede, cioè, che i centri riabilitativi convenzionati presenti sul territorio regionale non abbiano tutti lo stesso budget economico a disposizione e, di conseguenza, le risorse necessarie per rispondere alle necessità dei pazienti in tempi rapidi.

Una situazione che non può più essere trattata con indifferenza, come sottolinea Giovanna Ferullo, presidente del “Comitato tutela livelli essenziali assistenza disabilità”. «Purtroppo – spiega – in questo periodo storico la sanità riabilitativa in provincia di Avellino sta riscontrando la grave problematica delle liste d’attesa molto lunghe. Noi addetti ai lavori, infatti, quasi ogni giorno ci troviamo ad accogliere e a rassicurare genitori e familiari dei pazienti. I nostri utenti sono soprattutto bambini e persone con disabilità, dunque soggetti che hanno necessità di intraprendere quanto prima un percorso riabilitativo. Ma, al contrario, per tutti loro i tempi di attesa sono veramente estenuanti».

Un anno e mezzo il range temporale più comune, ma addirittura, in alcuni casi, si è arrivato fino a due anni per poter accedere alle cure. «Al contrario, soprattutto per i soggetti in età evolutiva, una presa in carico tempestiva è fondamentale – spiega la Ferullo – ed è necessaria per l’ottenimento di un risultato ottimale. Inoltre, quando ciò non avviene, il piano terapeutico prescritto per il paziente dagli specialisti non è più adeguato e quindi ci ritroviamo a dover rifare tutto l’iter dall’inizio, chiedendo una nuova valutazione. Cosa che, necessariamente, rende gli obiettivi terapeutici desiderati più difficili da raggiungere».

Di fronte alle liste d’attesa tanto dilatate, i pazienti e i propri familiari hanno solamente due possibilità di scegliere. Aspettare, oppure rivolgersi a un centro privato non convenzionato, il che significa un ingente carico a livello economico, delle spese importanti che non tutti possono sostenere.

«Dunque come Comitato, – ribadisce la presidente – anche attraverso la raccolta firme, vogliamo dare voce a tutte le persone che stanno vivendo questa problematica, affiancandoci naturalmente pure ad altre associazioni che già da tempo stanno cercando di sollevare la questione. Accendiamo i riflettori, con la speranza che in Regione ci possano ascoltare e così, finalmente, adeguare le risorse destinate ai centri convenzionati per la riabilitazione della provincia di Avellino».

Per spronare i cittadini a sostenere la causa e metterli al corrente delle future iniziative, durante il weekend appena trascorso il Comitato è sceso in strada, ad Avellino, installando dei punti informativi lungo corso Vittorio Emanuele.

«I cittadini hanno risposto molto bene all’iniziativa – dichiara la Ferullo – e in molti ci hanno raggiunto presso il punto informativo che abbiamo installato lungo il corso. Tante persone si sono avvicinate, hanno chiesto e hanno compreso i motivi alla base della nostra campagna di sensibilizzazione e di partecipazione popolare. Il dato incoraggiante è che ci ha dimostrato sostegno anche chi non vive sulla propria pelle situazioni che necessitano di cure riabilitative. Naturalmente l’appello è sempre quello di continuare a partecipare attivamente, così da poter raggiungere le cifre necessarie a presentare la petizione alla Regione (si può firmare anche online, cliccando qui) e, in generale, a continuare a esercitare una coscienza critica tale da avere cognizione della problematica».

«Infine – conclude – ricordiamo l’appuntamento che si terrà giovedì 23 novembre, alle ore 10:00, presso l’Hotel De la Ville di Avellino  (leggi qui), la manifestazione pubblica indetta dall’Aspat (associazione sanità privata accreditata territoriale) e dall’associazione Cittadinanza attiva, alla quale noi ci affianchiamo, condividendone gli obiettivi.

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