Le cinque domande al Lupo del Nord Pino Capozzi: “Salti di gioia per un pareggio: siamo davvero perplessi”

Calcio – (A. V.) – Hanno sostenuto l’Avellino allo stadio “Silvio Piola” di Vercelli per novanta minuti. I Lupi del Nord –  sostenitori irpini non residenti in Campania – hanno incitato la loro squadra del cuore in una gara contro una diretta concorrente che lotta per la permanenza in Serie B. Questa settimana, per la rubrica “Le cinque domande a…”, abbiamo ascoltato il presidente del Club “Adriano Lombardi” di Cambiano (TO), Pino Capozzi, presente ieri pomeriggio nel settore ospiti del “Piola”. L’esponente del secondo club in Italia dedicato al compianto capitano biancoverde, esprime le sue attente valutazioni sulla gara disputata ieri in terra piemontese.

 

1) “L’importante è non prenderle a Vercelli”… è sembrato questo il motto dell’Avellino ieri, è d’accordo?

“Assolutamente, il motto era proprio questo. L’Avellino, ieri, ha pienamente raggiunto il suo obiettivo: pareggiare con la Pro Vercelli, infatti noi eravamo nel settore ospiti e alla fine della gara abbiamo visto i giocatori abbracciarsi e gioire come se avessero vinto la Champions League”.

 

2) La squadra di Novellino continua ad apparire bassa, confusa e poco concentrata anche se un punto conquistato fuori casa, e senza subire gol, è un piccolo passo in avanti…

“Sì, è un brodino caldo. Non discuto del punto conquistato fuori casa perchè un pari in trasferta è sempre essenziale ma abbiamo giocato con una squadra che sulla carta è nettamente inferiore alla nostra. Se avessimo avuto più grinta, giocandocela meglio e credendoci di più, avremmo potuto vincerla”.

 

3) La classifica resta preoccupante… Novellino, nel dopogara, è rimasto in silenzio. Eduardo Imbimbo, il suo vice, in conferenza stampa ha confermato l’unione solida del gruppo e ha precisato che giocare su un campo così complicato non è mai stato facile.

“Giocare a Vercelli non è facile, è vero. Grassadonia è un buon tecnico e ha una bella squadretta della quale, per certi versi, ha dovuto pure accontentarsi. Sinceramente, però, non capisco il motivo di rallegrarsi per aver strappato un punto alla Pro in questo modo. Ripeto, a fine gara si abbracciavano tutti per il punto conquistato. Questo mi fa pensare che il gruppo c’è però non è ambizioso. Squadra unita ma poco affamata. Conquistando un punto alla volta si fa tanta, troppa fatica a raggiungere la salvezza tranquilla. Gli altri ci mettono la grinta, vedi Salerniatana ed Ascoli, ad esempio”.

 

4) All’Avellino toccano tre partite (con Parma, Bari e Perugia) in dodici giorni, tutte da disputare al “Partenio-Lombardi”… Facciamo un pronostico…

“Se chiudo gli occhi e riavvolgo il film di ieri preferisco non esprimermi. Se invece con ottimismo penso a qualche rientro e ad un pizzico di fortuna in più, credo che 5/6 punti siano fattibili. Non di più… perchè il Parma, contro il Foggia, ha ribaltato il risultato quindi verrà ad Avellino carico e grintoso; col Bari possiamo metterla sulla grinta, mentre col Perugia bisogna provare a vincerla. Siamo a 36 punti con una partita in meno… però, molto spesso, non è preoccupante prendere un solo punto, ma in che modo lo si prende”.

 

5) Cosa serve all’Avellino?

“Secondo me serve un cambio perchè evidentemente l’attuale proprietà ha esaurito le batterie. Questo ‘tira e molla’ societario non fa bene nè alla squadra nè all’ambiente. C’è anche un pò di stanchezza da parte della famiglia Taccone che da sola, in questi anni, ha fatto tanti sacrifici economici e non solo. Bisogna cambiare in meglio. E’ arrivato il momento del cambio di rotta. In questi anni c’e stata una crescita costante ma nessun imprenditore locale si è mai affiancato realmente all’attuale società. E’ difficile fare calcio, mi rendo conto, ma se proprio Taccone dovesse rimanere ancora allora deve sedersi ad un tavolo con Novellino – allenatore che non merita assolutamente di essere criticato – e salutarlo affettuosamente. Questa squadra ha bisogno di una sterzata forte perchè l’atteggiamento che continua a mettere in campo è completamente sbagliato”.

 

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