Avellino accoglie il Giro. Domani il via, arrivo a Bitonto

Avellino accoglie il Giro. Domani il via, arrivo a Bitonto

Per il secondo anno consecutivo una tappa campana muove da Avellino, città capoluogo dell’Irpinia che sovrasta la verde conca del fiume Sabato. Avellino ha familiarità con il Giro dal lontano 1914 quando si affermò Azzini. Poi vi sfrecciarono Binda nel 1927, Dancelli nel 1965 e Maertens nel 1977. In ben otto occasioni è stata invece sede di partenza di tappa. La città è situata nel cuore di una grande conca dell’Appennino Campano dominata dai massicci montuosi dei Picentini e del Partenio ed è circondata a nord-est dal Montevergine, il più importante e famoso monte del Partenio, meta di pellegrinaggio per rendere omaggio alla Madonna di Montevergine collocata nel Santuario benedettino del XII secolo, per tre occasioni arrivo di tappa del Giro, l’ultima nel 2007. Di aspetto moderno, anche a causa del terremoto che l’ha sconvolta nel 1980 generando una città in gran parte da riedificare, Avellino fortunatamente conserva nel suo centro ricordi medievali tra la Cattedrale e il Museo provinciale irpino. Di origine sannita, poi romana, Avellino ebbe una forte crescita sotto i Normanni ma il massimo splendore lo raggiunse sotto i Caracciolo, per tre secoli a capo della città. Tipiche del territorio sono le nocciole avellane e le castagne del prete, veri simboli di Avellino. Le nocciole sono utili a congegnare ottimi dolci, in specie i torroni. Di tradizione in zona i paccheri, maccheroni fatti a mano con ragù di carne e pomodori, ma più in generale ogni tipo di pasta alimentare, fusilli, cavatelli, tagliatelle, ravioli, orecchiette. Preparati in simbiosi con ortaggi e legumi, secondo la tradizione contadina.
BITONTO – Bitonto si affaccia per la prima volta sul proscenio del Giro, in arrivo di tappa. È la città delle olive che sono la risorsa primaria del territorio. La produzione olearia della città ha origini antichissime. L’olio bitontino era rinomato già nel XIII secolo e Venezia se ne approvvigionava valutandolo più di ogni altro nella penisola. Nel territorio si contano 1 milione e 700 mila ulivi, la gran parte secolari. L’olio extravergine, il vanto di Bitonto, è tratto da olive particolari, catalogate “Cima di Bitonto”, a bassissima acidità (0,21%). Fiorente anche la manifattura tessile, con oltre 300 aziende di abbigliamento. Di notevole importanza è il centro storico ricco di chiese, tra le quali spicca la concattedrale in stile romanico pugliese, e pregevoli esempi di edilizia rinascimentale, come Palazzo Sylos-Calò e Palazzo Sylos-Vulpano. Il 26 maggio 1734 Bitonto fu teatro della storica battaglia, combattuta tra gli austriaci e i Borbone, che portò alla nascita del regno di Napoli come Stato indipendente. Un tipico primo piatto della cucina bitontina sono le orecchiette con le cime di rape, la pasta e fagioli preparata usando cavatelli e fagioli mediterranei. Gustosissima la focaccia di patate, con pomodori, per tradizione piatto domenicale. Il dolce tipico della città è il bocconotto, ripieno di ricotta, da una ricetta delle suore del Monastero di Santa Maria delle Vergini in uso dal 1500. Di Bitonto è l’ex pugile Vito Antuofermo, campione mondiale dei medi leggeri alla fine degli anni Settanta.

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