Pallavolo Atripalda, dopo otto anni torna Umberto Picariello

Fa ritorno nella sua Atripalda 8 anni dopo la partenza: giovanissimo lasciò le rive del Sabato per entrare nel gota del volley dalla porta principale. A soli 16 anni Umberto Picariello venne acquistato dalla Rpa Luigi Bacchi Perugia. Partì come centrale, torna a casa come martello-ricettore dopo gli anni umbri sotto la supervisione di De Giorgi e le positive esperienze maturate nei campionati minori. Può a tutti gli effetti considerarsi prodotto del vivaio atripaldese. La curiosità: non tutti sanno che agli albori della sua carriera Picariello eccelleva anche in un altro sport, tiro a volo di bocce, riuscì ad entrare addirittura nel giro della nazionale prima di dedicarsi anima e cuore al volley. Quattro anni a Perugia lo hanno fatto maturare come giocatore e ne hanno confermato lo spessore umano e di atleta agonista. Dopo i tornei nazionali con la maglia di Perugia e l’esperienza in B2 con la vittoria del campionato, torna in irpinia – a Grottaminarda in serie C – nella stagione 2008-09; passa poi nelle file del Montella conquistando prima i play off di C, poi la vittoria del campionato senza sconfitte e infine il sesto posto in B2. «Fino ad oggi sono riuscito a ritagliarmi spazi da protagonista in questi campionati – dichiara Picariello – è arrivato il momento di misurarmi con una realtà diversa e più difficile per capire fino in fondo le mie potenzialità». Le sfide non lo spaventano, suda a testa bassa in allenamento per essere protagonista in gara, delle sue doti dà conferma mister Ianuale che lo ha avuto alle dipendenze a Montella. Ma Picariello sa di cominciare una nuova fase della sua carriera: «Giocare in serie A con la maglia della mia città è un’emozione indescrivibile, la vetrina nazionale dà grandi motivazioni, so che a mister Totire piace lavorare con i giovani, sono già all’opera per farmi trovare pronto al raduno». Oltre a ritrovare con gioia mister Ianuale Picariello spiega: «Ritrovo anche un avversario. Quando ero a Perugia disputai la finale scudetto under 18 contro Trento e dall’altra parte del campo c’era Antonio De Paola, è un onore per me ritrovarlo in squadra come compagno, il bello della pallavolo è anche questo». Nato come centrale ha sviluppato negli anni le doti di martello grazie alla precisione in ricezione e alle potenti leve in attacco che fanno il paio con un’ottima elasticità. Legge ottimamente le partite e non a caso in queste settimane è stato impegnato negli esami per il patentino di allenatore. Il suo impegno con la maglia biancoverde, oltre che agonistico, sarà morale: «So di avere una responsabilità in più, cercherò di trasmettere ai compagni l’amore per questa terra e la volontà di portare Atripalda sempre più in alto».

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