Lupi, l’unica forza è il gruppo

Lupi, l’unica forza è il gruppo
L’immagine emblematica è rappresentata da Di Cecco. Koman ha appena battuto il penalty in un Partenio deserto. Breve esultanza e poi il capitano che chiama tutta la squadra. I giocatori si raccolgono al limite dell’area di rigore in un abbraccio sincero e pulito. Un abbraccio che sembra voler dire: …

Lupi, l’unica forza è il gruppo

L’immagine emblematica è rappresentata da Di Cecco. Koman ha appena battuto il penalty in un Partenio deserto. Breve esultanza e poi il capitano che chiama tutta la squadra. I giocatori si raccolgono al limite dell’area di rigore in un abbraccio sincero e pulito. Un abbraccio che sembra voler dire: “Noi, nonostante tutto, non molliamo”. Parole espresse anche da Vladimir Koman, sguardo furbetto, dichiarazioni pesate. “Ci crediamo fino alla fine, perché la matematica non ci condanna. L’assenza del presidente? Non lo so, non mi interessa. Io penso a fare il calciatore”. Eppure l’assenza c’è e si vede. Sabato al Partenio dei Pugliese c’era solo Salvatore. E neanche di Vincenzo Giuffrè, abituato alle apparizioni del week end, c’era traccia. Il rapporto di rispetto e fiducia che vige invece nello spogliatoio tra allenatore e giocatore si vede eccome. Una sorta di “patto di ferro” che gli stipendi non pagati, l’assenza della proprietà ed il clima di disaffezione dei tifosi non hanno scalfito. Ci sono due partite da onorare, un campionato da finire con professionalità e serietà. Parole non chiare a tutti nell’Us Avellino.

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